MICROTENDENZA DA MICROCEFALI DA SOCIAL

Nei social sopprattutto in facebook si fa molto parlare di politica.Bene è la democrazia,ed è giusto che sia cosi,che le persone si esprimano scrivendo.Per quanto mi riguarda preferisco scrivere perchè metto giu’ meglio le idee che parlare.Perchè a parlare si è spesso interotti e si fa fatica a pensare e dire le cose giuste,mentre il cervello scrivendo è piu’ concentrato e fa uscire delle belle riflessioni profonde.Purtroppo però anche facebook è diventato negli ultimi anni uno “scrittoio da bar sport” dove si trova tutto e il contrario di tutto.Si fa movimentismo politico,che non è solo scambio di idee ,ma voglia da parte di individui e gruppi di far passare una certa idea.E poi c’è il fenomeno degli haters cioè di coloro che nei social istigano all’odio verso idee ,persone ,o movimenti e partiti o categorie di persone.Ma quello è un altro tema.Quello di cui voglio parlare è di come individui ovvero singole persone spesso cercano di veicolare dei contenuti e dei messaggi soprattutto nella sfera politica.Nei social è facile scorgere davvero le piu’ micro -differenze e analogie tra partiti e pensieri politici.Purtroppo quello che dovrebbe essere un bene ,cioè la differenziazione diventa un male,perchè questa differenziazione non permette di vedere quello che di comune c’è tra ideologie e partiti diversi e cio’ su cui si puo’ collaborare in politica dal basso verso l’alto per temi comuni tra partiti in modo anche trasversale.Invece la trasversalità è oggigiorno vista come una cosa negativa in campo politico.Ci sono persone che scelgono di aderire a pensieri politici e formulazioni da 1 % o 0,5 % e dentro quel dato già cercano di differenziarsi da coloro che hanno scelto lo stesso partito da risultato irrisorio.Questo non vuol dire che una forza politica piccola possa un giorno crescere e governare un paese o il mondo perchè la storia ci dice che questo può avvenire ed è avvenuto in passato sia in negativo sia in positivo.Il problema è che per portare avanti un pensiero bisogna tenere conto secondo me di due fattori.Il peso percentuale ovvero quanto le altre persone aderiscono piu’ o meno a quel pensiero e si riconoscono in una percentuale o gruppo di persone ,fino a quanto le elite che costituiscono anchesse una percentuale ridotta ma hanno un peso sociale,economico ,industriale,politico,culturale ecc maggiore possono riconoscersi in parte o in tutto di quel pensiero.Naturalmente anche le “elite economiche culturali” sono una forza divisa spesso al loro interno.Ma ragionano sul contingente in modo mediamente migliore di come ragionano parte delle masse spezzettate dai social.Si pensi per esempio al tema del vaccino contro il Covid.Una piccola percentuale di persone si è detta contro il vaccino per tot motivi ed è stata libera di non vaccinarsi.Una percentuale media si è vaccinata pur avendo delle paure infondate sul vaccino.Una grande maggioranza si è vaccinata non avendo ulteriori paure anche se il vaccino era sperimentale.In questo caso le elite industriali ,governative (Draghi e il suo governo e il Generale FIgliolo)hanno rassicurato sull’effetto non dannoso del vaccino e hanno promosso la vaccinazione.Facciamo un altro esempio,in questo caso è risultata una dinamica di ricezione positiva da parte delle masse del monito delle elite.La stessa cosa non è avvenuta in Italia sul conflitto russo-ucraino,dove dopo che l’Ucraina è stata dichiarata invasa dalla Russia in violazione di norme legali internazionali,una percentuale abbastanza alta di persone in Italia (con all’interno delle percentuale anche parte dei cosidetti no wax)si è riconosciuta piu’ nella propaganda di Putin di vittimizzazione della Russia.Naturalmente dentro questa percentuale che ha inglobato al suo interno altre percentuali (no wax,tradizionalisti ,cattolici tradizionalisti ecc,nazionalisti e sovranisti ,o neo-marxisti )si è notato e si nota ancora oggi una tendenza alla demolizione o irrisione delle elite in ogni campo.Lo abbiamo visto anche nella demonizzazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte di intelettuali piu’ o meno ortodossi.Come difendersi allora da questi attacchi hacker che distruggono la pace sociale e distorcono il pensiero ?Per prima cosa valutando quando si legge un post su un social quanto questo post possa avere dietro un filone culturale ,quanto questo filone culturale abbia un peso in termini percentuali me quanto abbia un peso questo filone culturale all’interno delle elite.Per esempio Donald Trump è un prodotto di una certa elite,ha un potere immenso e fa cose contrarie alla restante maggioranza delle elite mondiali.Ovvero è un paria al pari di Vladimir Putin all’interno delle elite,eppure ha un potere sorprendentemente piu’ grande delle elite in molti rami,perchè è un prodotto del populismo cioè un movimento politico che aveva l’obiettivo di andare contro le stesse elite mondiali e scardinare il loro potere.Certamente l’elezione di Trump o di Putin sortiscono un effetto deleterio per una politica delle elite e una crisi di esse stesse.Ma allo stesso tempo le elite mondiali di tradizione “liberal democratica” come il Presidente della Repubblica Italiana continuano a lottare e a non soccombere alla “elite contro elitaria” di Trump e Putin.
Ecco che spesso i social costituiscono cassa di risonanza per persone che scrivono con percentuali minime di gradimento politico alle spalle che all’interno della stessa percentuale minima si dividono anche tra esse stesse e con i loro seguaci.O i social costituiscono l’infiltrarsi di persone di queste percentuali minime o irrisorie in partiti e movimenti con una piu’ alta percentuale o consolidata.Fino al fenomeno diverso ma altrettanto grave di persone con grandi percentuali (derivate dalle parole e atteggiamenti populisti )che scrivono idee e opinioni senza rapporto vero con le elite e quindi favoriscono la vendetta,l’odio ,l’invidia,e la rabbia contro le elite liberaldemocratiche.
Per lenire questo fenomeno dobbiamo sempre circoscrivere coloro con i quali ci rapportiamo sui social.Innanzittutto vedere il mondo tramite le percentuali è un modo migliore per capire la politica,e andare all’essenziale di un pensiero e non perdersi in coloro che vorrebbero un partito solo per il proprio Io e personalizzato.In secondo luogo valutare anche la percentuale di risonanza di un pensiero nelle elite (giornalistiche,governative ,industriali ,ecologiche)prima di raccogliere tutto quello che viene scritto da persone emarginate dalle elite (si tratti anche di capi di stato come Trump o Putin ).Ho utilizzato il termine “liberal democratico ” accanto a quello di elite perchè il mondo occidentale è sempre stato basato su democrazie liberali che garantiscono diritti umani,civili e sociali e libertà di impresa con diversifazione riguardo ai sistemi di distribuzione che possono essere piu’ o meno socialisti,pubblici ,privati,liberali,nazionali ,regionali ecc.
Spesso quando leggo dei post anche su gruppi di politica su facebook ,mi limito a introdurre quel tipo di post o pensiero in un filone e in una percentuale.Allo stesso tempo non mi interessa confrontarmi su tutto e con tutti.Non mi interessa per esempio confrontarmi con “pinco pallino” che scrive in un post kilometrico un pensiero trito e ritrito con seppur una piccola variazione sapendo che questo pensiero fa parte di una percentuale.Ecco che i partiti servono in base alla loro funzione concreta e non come luoghi di incontro per parlare del piu’ e del meno stile bar sport.E purtroppo molti temi che vengono affrontati su facebook sono stile bar sport anche se vengono affrontati da politici o personaggi che si atteggiano da elite ma non sono al livello della stessa elite,criticando dal basso della loro sedia per esempio il Presidente della Repubblica.
Quindi ragioniamo sempre su quello che è fattibile ,che è garantibile come mezzo di dialogo tra popolo ed elite ,e non su micro o macro tendenze populistiche con variazioni minime che portano solo al discutere del nulla fritto e semmai peggiorano il mondo invece che migliorarlo.

EDOARDO BUSO