Se osserviamo la politica italiana ci troviamo di fronte ad una vasta desolazione,indotta dal governismo.I vari centrosinistra degli ultimi anni hanno messo in atto politiche lontane dalle loro classi di riferimento.Ma questo sta accadendo anche per l’ultimo centrodestra quello di Meloni e Salvini.Il risultato elettorale del centrodestra ha dimostrato un certo determinante interclassismo.Non hanno affidato a Meloni il voto solo i fautori dell’ordine e della sicurezza pubblica,non solo i negozianti o le piccole attività artigianali che sono preponderanti ,ma anche operai e disoccupati.Verso queste ultime due categorie il governo sembra stia percorrendo una strada di non protezione e non considerazione.Ieri il presidente di Confindustria ha affermato che nell’ultima finanziaria o manovra di bilancio mancano misure per l’accrescimento dei lavoratori dipendenti dell’industria privata ed è una manovra che non favorisce le industrie e la crescita.

Certo il made in Italy può favorire certi tipi di impresa e su quello conveniamo con il governo che lo vuole valorizzare,ma servono anche misure per venire incontro agli operai che non ci sono.In piu’ mancano misure per le cosidette fragilità e i disoccupati.La Meloni rinuncia a quel suo portato culturale di differenziazione dal cattivo centrodestra liberal-liberista Berlusconiano,differenziazione che raffigurava la sua area politica come “sociale”.Peccato che il populismo di Salvini e Meloni sebbene iniziato dal cosidetto “sociale ” di destra che voleva essere antieuropeista e per lo sforamento del bilancio nazionale al tre per cento,che ha promesso un programma di investimenti nazionali che l’Europa non avrebbe mai accettato,oggi in virtu’ del “governismo” abbia rinunciato ad ogni emotività sociale.


Da un lato vediamo l’incapacità di tutti i governi finora succedutisi in Italia sia della prima repubblica che delle seconda come della terza di garantire un equilibrio tra debito pubblico e bisogni sociali.I programmi politici proposti o sono troppo austeri e vogliono risparmiare su quelle persone o ceti che andrebbero aiutati,o sono troppo dispendiosi e quindi irrealizzabili e demagogici.La nostra presidente del Consiglio ha scelto di fare la governista e di continuare sulla falsa riga di cio’ che è stato il governo Draghi.Si spera che il governo possa prendere in mano il fascicolo riguardante disoccupati come dice la Costituzione “rimozione delle cause che impediscono all’impresa di germogliare”,fino agli invalidi civili parziali e totali a cui dovrebbe essere per promessa elettorale aumentata l’invalidità ,fino ai ceti operai.
Per essere governisti ma capaci bisogna condurre una politica ferma nel lottare contro le varie burocrazie parassitarie per far crescere la nazione, e quindi anche il mondo del lavoro,invece che concentrarsi su cose da poco conto e vari rafazzonamenti come l’aumento del contante e via dicendo.


Purtroppo i tempi veloci portano ad una politica incapace di concentrarsi sull’essenziale in modo organico.
Negli anni cinquanta un ex tecnico austriaco che lavoro’ anche per il Terzo Reich che però si dissocio’ da Hitler come Anton Zischa immagino ‘ nel suo libro “Paesi dell’avvenire” Bompiani ,un mondo diverso governato dalla scienza e dalla tecnica in modo benigno e positivo (a differenza della “scienza ” e tecnica Hitleriani),ma alterantivo come si voleva porre il fascismo di Mussolini al capitalismo e ai ceti borghesi e al comunismo.Zischa partiva dal concetto che la lotta di classe non servisse piu’ di tanto,quello che serviva era una collaborazione tra governi del mondo ,quelli del nord del mondo e quelli del mondo emergente per una globalizzazione basata sull’aumento della produttività generale in agricoltura,industria e allevamento tramite le scienze agricole,biologiche,dei materiali,tecnologiche:proponeva addirrittura di abbassare il livello del mar meditteraneo per “attraccare ” l’Europa all’Africa.Il concetto era un concetto di Patria globale e di derivazione cristiana,che abborriva chi affermava che nel mondo ci fosse troppa popolazione.Anzi Zischa affermava che bisognava aumentare la popolazione nelle aree emergenti che comprendevano Afriche,Amazzonia,Canada,Austelia ;Israele ecc.Con un permesso scientifico di “migrazione ” globale si sarebbero ripopolate delle aree e reso fertile il mondo tramite i “Paesi dell’avvenire “https://en.wikipedia.org/wiki/Anton_Zischka

che sarebbero riusciti a completare il ciclo economico di ricchezza creato dai paesi del cosidetto Occidente.Un teorico che oggi come oggi non va del tutto ripreso (sarebbe fuori tempo),ma si informi la Meloni su come nella sua “area” ideale ci furono persone che pensarono a progetti grandiosi (ricordo pure Adriano Tilgher voce della destra inascoltata).E’ un monito anche per chi ha creduto al progetto di questo governo da una prospettiva cristiano-cattolica e moderata,quello di non tralasciare lo spirito sociale del centrodestra (anche se non egualitarista come quello del centrosinistra dev esserci),in quanto lottiamo in Europa contro derive scientiste come l’eutanasia o l’aborto eugenetico.Come si fa dunque a lottare contro queste derive eutanasia e aborto e non integrare il Sociale nelle politiche liberali?

EDOARDO BUSO