
Giorgia Meloni ha giurato ed ha composto il governo.Il primo governo di una donna in Italia ed il primo governo legato al partito Msi dal dopoguerra a noi.Avvenire testata dei vescovi italiani ricorda che nel discorso di insediamento sono mancate parole per categorie a rischio esclusione sociale come i disabil.Vedremo se sarà mantenuta la promessa già fatta in campagna elettorale dal moderato Maurizio Lupi di trasferire i miliardi del reddito di cittadinanza sugli assegni di invalidità.Purtroppo è mancata una precisazione,saranno aumentate dunque gli assegni di invalidità anche quelli parziali e non al cento per cento?Su questo manca chiarezza.Se possiamo azzardarci a fare un pò di fantapolitica o politica “pre-cognitiva” con i dati che abbiamo alla mano,cioè il tentativo di Meloni e governo di staccarsi dall’ideologia fascista nei suoi lati dirigisti e maturare un certo conservatorismo che non è conservatorismo solo sui valori ma anche liberismo economico e precedenza a politiche di mercato ,ci accorgiamo in questo fragente che il governo Meloni tenderà a considerare la politica economica e sociale,non in salsa dirigista ,come si faceva nel ventennio ,con l’autarchia e con quota novanta.L’ideologia che allora imperversava era quella che si studiava nei manuali di economia liceali,in cui lo stato fascista dove essere corporativo e limitare le storture del mercato libero ,ovvero far anche fruttare la dimensione sociale della proprietà privata.Uno stato poi che nel nazional-socialismo Hitleriano ando’ a bussare casa per casa e a cercare i cittadini per dargli lavoro dopo una guerra immane (la prima)e un inflazione terrificante che imperversava nella Germmania Weimeriana.
Insomma la Meloni e il suo governo assomiglieranno piu’ al Pinochetismo che al fascismo di Mussolini,in quanto cercheranno di lasciare che sia il mercato ad regolarsi e far crescere la ricchezza e offrire opportunità di lavoro ai cittadini.Come tutti ricordiamo Pinochet che utilizzava metodi dittatoriali ad un certo punto della sua storia politica ,decise di introdurre riforme per aumentare le libertà economiche interne e gli scambi ,fu allora che si interesso’ a far partecipare come consiglieri economici del suo governo personaggi come l’economista premio Nobel poi ,Milton Friedman della cosidetta scuola di Chicago la piu’ fortemente monetarista,neo classica e liberista.
Gli aspetti positivi di una politica del genere ci sono in molti campi,dalla public choice che si applica nella possibilità di scelta del cittadino sull’utilizzo di servizi pubblici ,uno dei cavalli di battaglia del capitalismo nordamericano sopprattutto sul tema scolastico.
I lati negativi possono essere un esclusione dei piu’ deboli nel mentre viene accresciuta la ricchezza o meglio dire nel mentre si accresce il capitale.Ecco perchè non bisogna appoggiarsi solo agli automatismi di mercato ma pensare anche a soluzioni di “assistenza” ai piu’ deboli ,che però sarebbero strumenti meno in voga nel mondo “atlantista” al quale la Meloni anche in politica estera si richiama.Un governo che non si può definire “fascista” poichè in politica estera come ho ricordato nelle righe sopra è collaborativo con la Nato e gli Usa (a volte purtroppo aggiungiamo come nel caso della possibilità di smorzare la guerra in Ucraina come chiesto da Papa Francesco).Con un minor atlantismo ,un maggior “assistenzialismo” si tornerebbe a quelle teorizzazioni da prima repubblica,dai moderati cristiani di centrodestra come Andreotti e Forlani fino alla teoria dei meriti e dei bisogni del laeder socialista Bettino Craxi che era anche sovranista in politica estera.
Pero’ c’è un uomo che è destinato a fare grandi cose nella politica Meloniana e speriamo riesca a realizzare il programma in tema giustizia e questo è l’ex giudice Carlo Nordio al quale non si può non augurare buon lavoro anche da tutti i liberali e riformisti italiani.
EDOARDO BUSO