Nelle ultime settimane piovono critiche da parte delle opposizioni sul governo in carica,che probabilmente dovra tenere chiuse le scuole fino a settembre prossimo ,e non ci sono in Italia strumenti didattici e tecnologie neccessarie per studiare da casa.Il discorso trito e ritrito è che rischiamo di divenire un popolo di analfabeti,dalle scuole elementari fino alle superiori.Insomma le critiche dell’opposizione che vuole far vedere dalla lega nord in poi (oggi su rete veneta ho sentito Elena Donazzan della giunta Zaia),di conoscere bene il concetto di meritocrazia e gerarchia.Distorsioni del linguaggio di questo genere ci portano indietro nel milleottocento,perchè se i ragazzini non possono seguire la scuola da casa,è anche colpa di una scuola che ha poco in comune con l’avanzamento tecnologico,produttivo ,e scientifico.Piero Angela noto divulguatore scientifico ha affermato infatti anni fa che nella scuola italiana viene insegnato poco il metodo scientifico e l’innovazione.
Se da un lato è un dovere per i piu’ grandi (medie e superiori)fare qualche compito e impegnarsi,penso che non si possa (come vogliono le opposizioni e a volte certi genitori poco comprensivi della vita umana)vessare pure i bambini delle elementari con questi tarli,sopprattutto quando la prima esigenza dei bambini è andare un pò fuori a respirare aria e stare nella natura.Insomma noi Italiani e a quanto pare certi politici vogliono “torturare” ancora di piu’ i propri figli in questo periodo già criticissimo.
Mi vengono due immagini in mente,la prima è quella del film Wall street con Michael Douglas è il motto del film “il denaro non dorme mai”,la seconda è l’immagine di un libro ,in un cassetto del mio cervello,letto molti anni fa,di Furio Colombo intitolato Cosa farò da grande e quanto tempo manca per decidere,il tema poi lo aveva pure ripreso in un altro libro titolato “Gli altri che farne”,si parlava infatti,delle scuole negli anni ottanta,nei paesi ricchi e occidentali,come il Giappone ,l?inghilterra e gli Usa ,licei e college privati prima e poi copiati dal settore pubblico ,dove si studiava per studiare,non solo per collocarsi nel sistema produttivo.Una maggiore integrazione tra scuola e lavoro servirebbe in italia,ma bisognerebbe pure recuperare il concetto di “studiare per studiare” e “studiare tanto”.Studiare tanto per creare interesse ,per scuotere le menti,per anche imporre dei fallimenti.Se da un lato i bambini devono secondo me essere risparmiati dalla bocciatura e venire aiutati in casi gravi con il sostegno,sarebbe un ottima cosa mettere per un pò di tempo dei ragazzi delle scuole superiori a contatto con un alto carico di studi,esami,materie difficili,insomma portare la scuola ad un livello di eccellenza e qualità di alto livello (come Oxford o Yale)tanto che buona parte dei ragazzi che la frequentino rimangano bocciati per uno o piu’ anni.Insomma fare della scuola un labirinto complesso da passare.E’ il caso delle scuole scelte dai grandi industriali per i propri figli negli Usa,dove si deve imparare prima di tutto ad essere dei manager di domani,e si impara questo dall’accettare i propri fallimenti,ovvero dall’aver fatto tanto ma questo non è basato.Naturalmente è un esempio ipotetico ,che spero non si realizzi nella scuola di massa,ma magari si in qualche scuola d’elite.Sicuramente i nostri politici avversi alla chiusura delle scuole per la quarantena sarebbero preoccupati di dover fare un percorso di studi di alto livello come i grandi ricchi,d’altronde l’esempio che abbiamo in Italia di ricco e”studioso” è Lapo Helkan.
Ma viene fuori anche un altro argomento,che dibatteva il libro di Furio Colombo ,e poi ripreso in un altro libro questa volta di Piero Angela l’uomo e la marionetta,se si sono create scuole ipercompetitive per forgiare persone iperculturate e che possano sviluppare la propria intelligenza (1),verra il giorno in cui tramite la genetica le persone piu’ culturate e intelligenti possano aiutare e prendersi cura delle persone piu’ disadattate.E ‘ proprio dai fallimenti che si impara a costruire il futuro.Il problema è che la nostra classe dirigente e i nostri ragazzi non subiscono dei fallimenti nella vita che li portino a ricostruire il loro percorso con piu’ tenacia ancora,o almeno nella grande maggioranza.In questo senso sarebbe un bene mettere le scuole in concorrenza tra di loro,e fare in modo che nascano scuole di piu’ variegate tipologie,come scuole create da esperti in ogni campo,dal campo manuale a quello intelettuale.Prima ho parlato del film Wall street perchè in quel film Geko il grande broker diceva che i libri che aveva scritto paventando la crisi economica erano già carta straccia,nel mondo in evoluzione del “denaro che non dorme mai”.Insomma servono veri maestri e buone scuole come Robin Williams nel film l’attimo fuggente.
Spesso i millennials nel mondo dopo un fallimento scolastico si buttano nella droga,o si chiudono in casa e divengono dei nerds.Perchè nella nostra società che è gia’ mediocre di per se’non ci sono ammortizzatori sociali individuali che consentano ad una persona che ha fatto degli errori di risalire e risalire fino ad arrivare in alto.Questi ammortizzatori sociali (e qui urge un analisi pure marxista)esistono nelle famiglie ricche che mandano i propri figli nella scuola iper competitiva e di alto livello,sapendo che non sarà un problema mantenerli agli studi anche se bucano qualche anno scolastico.
Peccato che in scuole di questo tipo sicuramente non hanno studiato Salvini ,Zaia o la Donazzan,e tutti quelli che dall’opposizione urlano “piu’ scuola” mentre c’è un crisi ben piu’ grave dei compitini fatti in casa.
La soluzione nei tempi di crisi,per paesi poveri che devono re-industrializzarsi è il modello scolastico tedesco attuale o sovietico con una forte correllazione tra cultura e industria produttiva.Non a caso nei primi anni stalinisti anche in Urss si imparava a sacrificarsi tanto per costruire il socialismo industrialista,e gli stacanovisti venivano ricompensati appena appena con qualche spilletta o medaglia.
EDOARDO BUSO
1)L’Intelligenza va sviluppata,ma bisogna sottolineare che ci sono persone poco culturate e allo stesso modo intelligenti.