Meloni, Craxi e la guerra all’Iran: serve democrazia vera

Si può avere più o meno simpatia per l’Islam politico e i popoli arabi siano essi sunniti o sciiti. Due cose bisognerebbe far notare, soprattutto alla Presidente del consiglio Meloni ed alla maggior parte del sistema mediatico. Meloni ha fatto una contromossa chiudendo Sigonella al sorvolo americano e alla partenza di aerei armati da questa base Italiana, tuttavia non si può dire che la sua mossa sia una ripetizione storica e gloriosa del gesto di Craxi negli anni ottanta del novecento. Craxi fu un grande amante da laico del medio oriente e dei popoli arabi e fu anche un pò anti-israeliano. Meloni invece fa parte di quella destra un tempo Trumpiana anti araba e anti mussulmana rispetto anche alla destra sociale di derivazione antagonista come il Fronte nazionale di Adriano Tilgher che è sempre stato attratto anche da dittatori islamici laici come Saddam Gheddafi o Assad. Insomma Meloni chiude Sigonella perché il governo è in crisi fiutando voti politici dalle sue ultime disperate e contradditorie ideologicamente imprese. Poi bisognerebbe che il sistema mediatico e mediale non fosse solo concentrato sui prezzi crescenti ma anche sulla democrazia. Per tanto tempo dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ci siamo sentiti dire che bisognava abbassare il termostato per garantire la democrazia; poi per colpa di propagandisti scellerati Putin è diventato un eroe e gli ucraini non più vittime (propagandisti che stanno alla Lega di Salvini e a parte della sinistra alla radice quadrata). Ma adesso non possiamo pensa chi scrive, dimenticare l’oppressione degli ayatollah islamici per continuare invece la guerra in un solo settore quello ucraino. Anzi è venuto il momento che nella guerra contro l’Iran si cerchi l’impegno anche della Russia se può dare una mano, e anche dell’Europa che dovrebbe essere più concessiva. Sappiamo alcune cose certe. La guerra all’Iran è nata in seno ad Israele, nella mente di Nethanyau che ne ha fatto una crociata unilaterale per raffreddare i siti nucleari che minacciavano Israele. E Trump senza giudizio si è buttato dentro la guerra senza farselo ripetere due volte. Però come democratici non possiamo criticare solo la non democrazia russa che è meno peggiore di quella iraniana, in quanto la Russia almeno potenzialmente è inserita culturalmente in una cornice occidentale. L’Iran è l’oppressione e la minaccia elevati al cubo. Certamente ci vuole prudenza, ma io spero che questa guerra la vincano Israele e gli Usa in breve tempo. E si noti e si faccia notare ancora al sistema mediatico tutto coalizzato contro l’entrata in questa guerra rispetto a quella ucraina, che ad aiutare Israele come alleati ci sono paesi islamicissimi come quelli del golfo più ricchi e capitalisti. Segno che non è una guerra santa tra cristiani sionisti e mussulmani ma che c’era una minaccia reale per Israele. Se fosse per me, questa guerra all’Iran la si sarebbe risolta in un altro modo, cioè con una soluzione che potrebbe scontentare anche i sionisti oltre che i pacifisti quelli più antisemiti. Innanzitutto l’Iran si sarebbe potuto fare l’atomica, ma in quel momento quando abbiamo le prove che l’Iran ha l’atomica, è necessario che diamo asilo a tutti gli israeliani e ce li portiamo in Europa uno per uno, e gli diamo un nuovo stato europeo che creiamo perché loro ci vivano. Una soluzione che è più pacifica che mai, ma che richiederebbe una cosa, un valore aggiunto che molti anti-israeliani e anti-sionisti di destra e di sinistra non vogliono recepire, cioè una legge che punisca fortemente chi inneggia alla distruzione e cancellazione del popolo ebraico e a chi fa dell’antiebraismo, antisemitismo e antisionismo il suo pane quotidiano. Perché finalmente se gli ebrei o meglio gli israeliani fossero tra noi in Europa vedremmo bene tutti i giorni queste persone eroiche che hanno subito angherie su angherie nei secoli passati fino all’estrema angheria dell’Olocausto, e adesso si devono dare man forte in un paese minacciato da integralisti religiosi ed avere purtroppo anche nel loro seno dei politici poco affidabili, troppo ansiosi di risolvere tutto subito (d’altronde per quello che il popolo ebraico ha passato vanno capiti anche questi politici come Nethanyau che però se hanno qualche ragione sul dossier Iran, non la hanno minimamente quando negano i diritti del popolo palestinese). Insomma vedremmo le facce di questi israeliani come le hanno visto i nostri nonni che hanno combattuto per resistere al nazifascismo, e allora ben venga Israele in Europa non solo come aveva proposto Marco Panella con una risoluzione all’Onu per fare di Israele e Palestina stati europei anche se stavano nel medio oriente, ma ben vengano pure gli israeliani minacciati dal nazifascismo degli ayatollah e non difesi dalle azioni confusionarie di Trump e Nethanyau, ben vengano dunque gli ebrei a ripararsi in Europa e ritrovare casa nella loro vecchia storica casa, i veri democratici saprebbero accoglierli.

EDOARDO BUSO