Contro il rialzo dei tassi da parte delle banche centrali ,la Federal reserve statunitense guidata da Jannet Yellen e la Bce europea guidata da Christine Lagarde,troverete le voci le piu’ svariate.Dal complottista di destra,fino al democratico di sinistra,fino ai governisti cioè coloro che governano in questo dato momento storico,e gli antigovernisti che vorrebbero fare la rivoluzione sociale ma con una politica piu’ facilmente espansiva.


Troverete Trump,Biden e Hillary Clinton ,Macron e Giorgia Meloni,Marco Rizzo e Giuseppe Conte.Insomma trovate davvero di tutto un pò.Tutti accomunati nel criticare gli austeri banchieri centrali dipinti come degli Scrooge di un libro Dickensiano.
Pero’ bisognerà prima o poi tornare alla normalità,e uscire da questa spirale di bassi tassi di interesse legati alle logiche della finanza dopata e irreale.

E’ dal 1971 da quando Nixon scollego il dollaro dall’oro,e da quando il dollaro è diventato valuta di riserva mondiale,che le banche emettono bilioni di dollari per sostenere le economie con alto debito pubblico e inflazione:peccato che da quella data storica il dollaro e la moneta emessa sia sempre piu’ mancata di un collegamento con un corrispettivo reale.
Solo Ronald Regan negli anni ottanta cerco’ di riallacciare il dollaro all’oro ,dopo aver però messo in atto delle politiche di liberalizzazione della finanza americana e deregolamentazione della finanza globale.

Entrammo per la prima volta nella globalizzazione,ma poi quegli imperi di carta crollarono,perchè dopo l’11 settembre ci fu la piu’ grande manovra americana guidata da Alan Greenspan per tenere bassi i tassi di interesse e pompare liquidità nella economia americana.Poi la crisi del 2008 legata a tutta quella spazzatura finanziaria con cui si teneva su il mondo dei mutui subprime.Anche quelle alchimie finanziarie erano il prodotto di politiche sostanzialmente accomodanti.
Oggi il piu’ grande paese al mondo a detenere riserve auree è la Russia di Vladimir Putin che grazie all’oro sente un pò meno le frustate che gli sono state date dalle democrazie del mondo.
Ma le politiche accomodanti ,dal salvare tutte le aziende,ha reso con il tempo le economie liberale dipendenti dalle banche centrali ,e per questo sempre meno liberali.Ed economicamente sempre piu’ fragili.


Un altra lancia va spezzata a favore del rialzo dei tassi,perchè è sancito dalle costituzioni europee e americane che le banche siano INDIPENDENTI DAL POTERE POLITICO.E in più va detto che non sono le banche che devono fare la carità ,e nemmeno la filantropia.Anzi una politica bancaria che blocca l’emergere dei migliori e il fallire dei meno bravi,tarpa le ali anche alla cosidetta società volontaria:quella società dove esistono associazioni private oltre allo stato sociale pubblico che deve essere fatto funzionare dai politici con la risorse che ci sono (meno superbonus per monopattini e banchi a rotelle e piu’ aiuto a poveri ,fragili e disabili e disoccupati).


Il mondo del privato sociale è quello delle Chiese e delle associazioni caritatevoli ma anche della filantropia laica:un tempo come ci ricordavano personaggi come Rockfeller i grandi tycoon dividevano mondo degli affari (dove è prioritaria la logica dei soldi e del profitto ),e il mondo della carità o filantropia (dove conta il cuore e l’atto volontario).Dividere i due ambiti cioè cuore e atto volontario da affari e profitto ,è importante per una società che vuole essere liberale.Perchè se non c’è divisione dei due settori si cade spesso in forme di dirigismo dove non esiste piu’ volontarietà ma bensi obbligatorietà ,e dove le banche il mondo industriale e il mondo politico costituiscono un tutt’uno che assomiglia piu’ agli stati totalitari che alle democrazie liberali dove i corpi si devono comunicare ma con la propria dose di indipendenza.

EDOARDO BUSO