Nella mia analisi parto dall’essenzialità e dallo scrutare il reale.La caduta di Draghi che era un tecnico a guida di un governo di ampie maggioranze,ci fa capire che anche il tecnicismo ,la tecnocrazia o la tecnopolitica in tutti i sensi ha bisogno oltre che di governabilità anche di idee alla base.Draghi cade purtroppo nel momento in cui si ripensano a livello europeo e prima ancora globale quando c’era Trump (ma Biden continua nello stesso solco)il globalismo,il liberismo,l’internazionalismo e il mercato.
Insomma Draghi che cade apre il vaso di Pandora di due nuove coalizioni che rispecchiano il modo di sentire comune di milioni di cittadini occidentali,non solo in Italia.
La prima coalizione che si forma è quella “sovranistica” (che ha elementi di nazionalismo dolce e moderato)che pensa di mettere in primo piano l’interesse nazionale.E’ una coalizione composita che parte dal nazional-liberalismo di Berlusconi e Salvini fino al patriottismo piu’ duro della Meloni e passa per un sovranismo progressista che è quello dei cinque stelle e di Giuseppe Conte che ha governato sia con Salvini che con il Partito democratico di Zingaretti.
Poi viene l’altra coalizione,una coalizione internazionalista,globalista quella di Enrico Letta e del suo partito maggioritario nel centro sinistra,cioè il Partito democratico che vuole costituire una alleanza progressista con i partiti della sinistra democratica,dalla socialdemocrazia di Maraio e Nencini fino ai meno spesisti come i radicali e i centristi cattolico sociali.
Insomma una coalizione che si divide in “spesisti” (Letta ,Maraio ,Renzi e altri centristi)e non spesisti o liberisti (Calenda e Bonino).
Una coalizione dove è proponderante la corrente Lettiana e Renziana di stare in Europa ma allo stesso tempo allargare le maglie del sociale in senso democratico.
Ecco mi domando io,se è vero che allargare le maglie della spesa sociale in una dimensione di mercato libero e capitalismo significa “socialdemocrazia” allo stesso tempo questa socialdemocrazia in periodo di declassamento ,pericolo di tempeste finanziarie e rottura della coesione civile,ha bisogno di forti dosi di patriottismo.
Ecco che nascerebbe in questo frangente il bisogno di una coalizione “patriottico socialista” (benedetta anche da Berlusconi che ha fatto cadere Draghi)e che si potrebbe ricomporre in un nuovo ordine elettorale come quello Italiano dove le coalizione in realtà si formano dopo il voto ,e quindi il Diavolo puo’ stare accanto all’acqua santa,in un governo di unità nazionale,che metta insieme i leader dei partiti maggiori ;Letta,Salvini,Meloni e Conte,magari presieduta da un tecnico come può essere il ritorno del Giuseppe “Conte di Montecristo”.Insomma c’è b isogno ancora di una figura aliena ai partiti ,un tecnico superpartes ,perchè l’Italia tra destri e sinistri e centristi non si è mai veramente pacificata e coalizzata per le sfide globali rispetto ad altre nazioni europee.
Un monito a Enrico Letta che dovrebbe traghettare il suo partito il Pd verso un dialogo con tutti i partiti ,con il recupero della tradizione del socialismo europeo ,quel socialismo che era rappresentato dal Garofano di Bettino Craxi ,e che adesso si identifica con i liberali di sinistra come Bonino,Renzi ,Calenda e Maraio.Insomma il piu’ del lavoro è costituire per Letta una coalizione che adotti visioni patrottiche Contiane e Salvin-Meloniane in versione dolce e moderata e capisaldi europeisti ,diritti umani ,diritti sociali che vengono dalla tradizione socialdemocratica.Liddove il cattocomunismo Prodiano Dalemiano degli anni novanta duemila e il liberismo populista dei duemila di Berlusconi ha fallito per la popolazione Italiana che andrà a votare.

EDOARDO BUSO