Fed: Jerome Powell confermato presidente, Lael Brainard sarà la sua vice-  Corriere.it

Ormai è un caso declarato ,stiamo vivendo dal 2020 e in pieno 2021 di stimolazione economica non convenzionale.Si è creata una grandissima inflazione,per venire incontro alle neccessità sociali del coronavirus,la pandemia ha mietuto vittime come una terza guerra mondiale ,e in piu’ in questa crisi si inseriscono altre crisi legate alla politica commerciale come il braccio di ferro tra Cina e Usa dove gli Usa non riescono ad imporre una loro visione alla Cina che diviene sempre piu’ una potenza pericolosa ,poi la crisi climatica:ha riportato il Wall street journal che oltre a venire meno le catene del valore produttivo globale,nel campo dell’agricoltura oltre a gas e petrolio,abbiamo dei rincari del prezzo del grano,legate a condizioni climatiche eccezionali ,incendi,siccità ,gelo persistente in molte parti degli stati uniti d’America.
Fino alla crisi dovuta alla stagnazione,all’abbassamento della produttività ai piani eccezionali “climatico -ambientali” che drenano neccessariamente risorse.Si pensi che il ministro delle finanza tedesche ha tolto 60 miliardi dal fondo per il coronavirus e la pandemia,per metterli nel fondo climatico.Le politiche per il cambiamento climatico non saranno un pranzo di gala avvertono in molti osservatori.C’è un aspetto però da far notare,cioè che si è instaurata una specie di armonia mundi e di intenti tra banche centrali e i loro presidenti esecutivi e governi politici.Tanto che sebbene questa politica di stimoli eccessivi per l’economia liberale e democratica,fino alla riduzione e azzeramento dei tassi di interesse (che produce con lo stampaggio di denaro e la sua circolazione oltre i limiti normali)inflazione,nonostante questo sono pochi i capi di stato contrari a questo tipo di politiche economiche e bancarie.C’è un idilio tra Draghi e la Lagarde ,o Macron e la Lagarde,mentre la posizione del liberale ministro delle finanza tedesche che vorrebbe maggiore austerity e una stretta monetaria (Christian Lindhart)è una posizione fino ad adesso di minoranza.Tanto che anche Biden ha paura che negli Usa questo idilio venga meno ,sopprattutto in quanto alla Federal reserve è in carica il repubblicano Jerome Powell che come la Lagarde timidamente chiede alla politica che spadroneggia di tornare a tassi normali.E Biden corre ai ripari e vuole nominare un nuovo presidente della Fed,riporta il Wall street journal a pagina A4.Insomma ci si chiede se prevarra una posizione di mediazione,tra diverse dottrine economiche da quella liberista a quella keynesiana fino alla Modern monetary theory,e se potrà durare ancora per molto tempo l’idillio tra governanti politici e governatori delle banche centrali senza inficiare le riforme economiche e le democrazie occidentali e non solo.

EDOARDO BUSO