In Giappone decade Suga e entra al governo Kishida .Del nuovo premier hanno già parlato i giornali internazionali ,esso dovrà guidare un governo tecnico e di grande coalizione ,in un sistema partitocratico come quello giapponese con una grande varietà e peso dei partiti ,Dovrà scindere e discernere anche le sue mosse geopolitiche,perchè li in Giappone c’è una sinistra favorevole ad un buon vicinato con la Cina e una destra nazionalista che come il centro neoliberale dell’ex premier Shinzo Abe subisce la fascinazione degli Stati Uniti.
Valutare le mosse geopolitiche anche perchè il Giappone si troverà da fare il mediatore per l’entrata della Cina in un grande accordo commerciale come il trattato transpacifico ,e dovrà lavorare in sinergia con il nuovo presidente statunitense Biden dopo che Trump aveva fatto usicre gli Usa da questo accordo commerciale mondiale.
Due parole però dobbiamo spenderle sull’importanza degli accordi commerciali,perchè sono spesso bistrattati e sottovalutati,ma sono essi stessi che creano rapporti interistituzionali nel mondo e come ha ricordato il Professore Paolo Guerrieri economista,creano proprio delle “istituzioni globali”.
Ci sono due motivi per i quali spesso la cittadinanza o il cosidetto “popolo” protesta contro questi trattati (perchè allontanerebbero il cittadino dalla sue istituzioni che risponderebbero ad una governance piu’ vasta,perchè riduce il potere delle elite nazionali in nome della collaborazione con elite piu’ alte (magari a volte piu’ qualificate) di tipo internazionale e sovranazionale (multinazionali,mondo scientifico,istituzioni commerciali come il WTO ,od presidenti di giganti economici come la Cina o gli Usa o il Canada che farà parte di questi accordi TTP).
In terzo luogo se non vi è protesta per questi motivi da parte degli anti-liberali e anti “mercatisti” c’è semmai disinteresse dalla maggior parte della popolazione che pensa che questi trattati non siano di importanza politica per il proprio viviere quotidiano ,nel proprio territorio sovrano e via dicendo.
C’è naturalmente una diffidenza verso le elite sopprattutto quando sono propagatrici di un pensiero che mira all’efficientismo e al produttivismo,è il caso per esempio del Fondo monetario internazionale.
Quanto noi percepiamo di queste elite è un discorso che bisognerebbe aprire,perchè già il prete del paese potrebbe essere visto come un elite dal resto del paese.Ma quando la politica e le elite si ingigantiscono tanto da disperdere i loro obiettivi politico economici su spettro sovra locale e globale il cittadino sbagliando si sente messo in secondo piano.Ecco io penso che questo sentimento di impotenza sia corroborato specialmente in Italia ma anche in altre parti del mondo da movimenti anti-elitaristici che vogliono preservare le elite di medio livello ma si rivoltano populisticamente (da destra a sinistra)contro le elite globali.Utilizziamo Amazon ma detestiamo allo stesso tempo il suo fondatore Bezos.
Oggi nel mondo globalizzato che funziona su economie miste di tipo capitalistico,si scelgono due strade per efficientare le macchine statali ,quella dell’efficientamento di tipo finanziario con le riforme strutturali alle quali negli ultimi si è aggiunta la riforma ambientale che meriterebbe un capitolo a parte,e quello di trattati commerciali che perchè vadano a buon fine hanno bisogno che a gestirli sia giocoforza una parte forte per meriti e riconoscimenti internazionali come può’ essere nel caso italiano il premier Draghi.Il caso giapponese è lampante a questo proposito ,in Giappone esiste davvero una elite oligarchica in campo politico ,commerciale e tecnologico che ha portato anche in periodi di crisi al Giappone la capacità di rimanere comunque una medio potenza economica digitale e geopolitica.E se guardiamo bene il Giappone assomiglia molto all’Italia,per la sua conformazione morfologica ,per la sua abitatività a livello di km quadrato ,per fattori climatici e di numero di abitanti.Penso che anche se l’Italia sceglierà la strada dell’efficientamento tecno-scientifico seguando la strada di buone riforme e rigettando atteggiamenti sciovnistici di destra o social-marxisti di sinistra potrà migliorare la sua efficienza nel campo europeo.
Magari ci si potrà chiedere se è vero che il Giappone è cosi efficiente in nelle sue strutture portanti perchè questa nazione non rispetta l’ambiente naturale e oceanico dando la caccia alla balena?Naturalmente questa è una vergogna nazionale su cui richiamare questo paese.Ma allo stesso tempo non mette in secondo piano come vorrebbe la vulgata neo marxista (o della cosidetta cultura della “cacciotta” ),l’efficienza di uno stato e del suo popolo.Proviamo ad immaginare i popoli come dentro un grande campionato di calcio,senza distinzioni di razza e cultura.Poichè a livello scientifico è dato per certo che tutti i popoli del mondo discendono da un unico progenitore ovvero la razza umana nata in Africa millenni addietro a noi.Questo dato certo e scientifico ci fa capire che ogni popolo può raggiungere livelli di capacità e efficienza che hanno raggiunto i popoli piu’ “forti” del sistema terra,(naturalmente dopo aver superato ostacoli climatici ,di risorse ecc):La morale della storia è questa:si possono raggiungere per il mondo intero primati tecno-strutturali e di efficienza a livello nazionale e continentale,magari ponderando le proprie scelte a livello ambientale,magari non cacciando la balena perchè utile all’ecosistema naturale.
Per raggiungere alti livelli di efficienza ,di salvaguardia della vita umana ,di arricchimento mondiale come accadde negli Usa durante l’epoca Regan (quando gli Usa crebbero cosi tanto da esportare le loro aziende e delocalizzarle nel mondo per la prima volta),per fare tutto questo servono elite democratiche ,efficienti,decisioniste e con una alta caratura culturale e morale.Per adesso il primo passo è creare un inter-istituzionalità globale,e ben vengano gli accordi commerciali mondiali.
EDOARDO BUSO