
Xi Jinping appare stanco,appessantito,e combattuto ,tra due decisioni,risolvere la crisi creata dalla bolla immobiliare di EVERGRANDE questa azienda di costruzioni cinesi ,tramite un salvataggio con soldi pubblici od rinunciare a questo salvataggio e optare per la soluzione possibile piu’ in un regime dittatoriale che in una democrazia,di lasciare a se stessi lavoratori ,manager e chi ha ruotato attorno a questa grande azienda in fallimento.
Non tutto è colpa del socialismo reale che dai tempi di Mao non esiste piu’ in Cina,anzi la Cina risponde come le altre nazioni del mondo ,ad un ciclo economico capitalistico.Li dove la crescita come diceva Von Mises è aiutata in particolare nel segmento delle costruzioni da prestiti bancari che fanno aumentare i debiti ,prima o poi quando cambierà il clclo economico ,si creeranno bolle di debiti.Oggi nel mondo seguendo quello che spiega la scuola austriaca di economia,ci troviamo di fronte ad un esuberanza finanziaria,tanto che la minima parte del debito pubblico e privato è coperto in oro o beni immobiliari.Ma in Cina bisogna dire che finisce un ciclo socio-economico grazie alla green economy e all’imborghesimento post-boom economico.Dai primi anni duemila fino agli ultimi anni in Cina milioni di contadini o sono andati fuori dalle campagne o si sono inurbati li dove vivevano.E questo è il boom immobiliare delle case costruite a basso costo e della crescita capitalistica.Oggi la Cina punta alla green economy è superiore all’Occidente nella escavazione del litio ,e punta a costruire beni produttivi ad alto contenuto tecnologico ,anche se inizialmente questi beni potrebbero essere copiati dall’occidente.E per questi fenomeni ,che Xi Jinping potrebbe rinunciare alla ristrutturazione della Evergrande,dopo che esperienze seppur positive di ristrutturazione sono avvenute in compagnie statali cinesi con un buon successo,è il caso per esempio della compagnia aerea di stato.Ma il discorso è anche squisito dal punto di vista politologico,ci sono diversi aspetti politologici che vado a spiegare.Il primo è che Xi Jinping è tentato di lasciare fallire l’azienda Evergrande poichè non è piu’ attuale nel modello di sviluppo del 2021 e degli anni che verranno.Agisce però rigettando una statalizzazione ,rinunciando ad agire da socialdemocratico keynesiano e anche da comunista evitando una nazionalizzazione.Anzi Xi appare ricattato dalle banche che chiedono alla Cina il pagamento dei debiti.La soluzione di lasciar fallire l’azienda è una soluzione piu’ alla scuola austriaca di Von Hajek e Von Mises da “capitalismo selvaggio”:ma quello che potrebbe produrre questo non salvataggio è una situazione di crisi ,di protesta,di revanscismo delle lotte comuniste e operaie.Il problema sussisterà o no?Forse se è vero che la crisi Evergrande è epidemica per l’economia cinese nella sua estensione potrebbe causare seri problemi alla leadership e nascita di movimenti di colore “rosso”.Se invece Xi riusciraà a trovare una collocazione piu’ produttiva a coloro toccati da questa crisi ,imponendosi anche con il pugno d’acciaio sarà un altro paio di maniche.Perchè teniamo conto del fatto che in Cina non esiste il concetto democratico di “disocupazione”,l’indennità di disocupazione dura di meno che da noi,e il lavoratore deve subito trovarsi un altra occupazione ,magari accettando quella che ti offre il regime.Insomma c’è si una situazione esplosiva,ma Xi ha dalla sua parte i guanti poco vellutati del regime che non perdona a nessuno e lascia alla fame anche i grandi manager di una grande società.Fenomeni che fanno assomigliare la Cina un pò di piu’ al Giappone degli anni ottanta e novanta.Insomma si vede chiaro che ci sono diverse correnti ideopolitiche nella politica cinese,il nazionalismo ,il dirigismo statale e la pianificazione centrale ereditata dal marxismo ,ed adesso pure una sorta di mix di dottrina iperliberiste ed green economy.Vincerà ancora il funzionalismo cinese all’alba di una nuova civiltà mondiale?Quello che potrebbe fregare la Cina di fronte ai nuovi modi di produrre,se non si recupererà un pò di democrazia e un pò di agricoltura ,è il numero esoso degli abitanti.Il settore agricolo sarà fondamentale dopo che è stato vilipeso da politiche finanziario-globaliste-industriali,anche perchè la Cina sta subendo nel campo agroalimentare il prodotto del protezionismo di Europa e Stati Uniti (anche se allo stesso modo la Cina chiude le frontiere all’agroalimentare americano)con barriere doganali ai prodotti cinesi.Agricoltura,green economy ,alta tecnologia ed un pò di Von Mises questa la soluzione per la Cina di domani.
EDOARDO BUSO