
La parte ex radicale del parlamento italiano, cioè legata allo storico partito radicale panelliano,sta già festeggiando la vincita della battaglia per la legalizzazione della marijuana negli Usa ,a New York dove c’è il governatore Cuomo.Anche Joe Biden il presidente americano è favorevole a questi provvedimenti.Ma bisogna chiedersi,e lo fà una persona che è favorevole alla liberalizzazione come il sottoscritto,tuttavia bisogna chiedersi,ma in Italia i radicali oltre alla legalizzazione hanno pensato ai rischi comportati dalla marijuana libera?Se Della Vedova preme per la liberalizzazione,ed è secondo me sacrosanta quella parte della liberalizzazione che è parte delle scelte terapeutiche ,ovvero la marijuana per scopi terapeutici e non solo ricreativi ,che è prpibita in Italia in modo sbagliato.Dall’altro lato se è giusto liberalizzare la droga per scopi terapeutici ,si puo’ fare lo stesso nel caso di scopi ricreativi senza porsi alcune domande?Le domande sono inerenti la drug addiction,ovvero la dipendenza che crea questa droga?Una persona che si droga abitualmente di marijuana è in grado di guidare un automobile,svolgere un lavoro con un muletto,guidare un trattore ecc ecc?Magari i radicali diranno che la marijuana da meno effetti di dipendenza della nicotina,ma gli effetti sul cervello?E sono concordi con questa visione cosi ottimista nel lungo termine,pure gli ordini professionali di medici e psichiatri?Si spera che si apra un dibattito,per non trovarci un giorno a dover contare le vittime sulla strada per esempio,data dall’utilizzo sconsiderato di queste sostanze.Magari con le stesse percentuali degli incidenti causati da alcolismo o altre droghe.Ecco vengo al nocciolo del problema,penso che la legalizzazione sia da farsi ,ma che il drogato debba essere trattato al pari dell’alcolista come una persona che può causare danno alla società,e gli debbano venire precluse certe professioni e sopprattutto l’utilizzo di macchinari industriali e addirittura dell’automobile,magari prima che faccia immani danni.Anche perchè come sapra chi ha studiato medicina,già è precluso l’utilizzo dell’automobile a molte persone che utilizzano psico-farmaci per scopi di cura.Insomma liberalizzazione si ,ma tenendo conto della sicurezza e con scienza e coscienza.Il sistema di giustizia americano in molti stati degli Usa è aperto all’utilizzo di queste sostanze ma non è perdonista o buonista nel caso una persona che utilizza queste sostanze causi danni a persone,proprietà privata,o proprietà pubblica.
Certo va ridefinita un cornice istituzionale all’interno della quale,si possa alleviare le sofferenze in molti penitenziari italiani,sapendo che in molti carceri italiane vi è la netta presenza e sovraaffollamento di perosne con problemi di droga (spaccio e consumo oltre le norme):Misure alternative vanno pensate ,sostegno e supporo psicolooico e psichiatrico ,ma allo stesso tempo non deve prevalere una visione troppo ottimista sulle sostenze.Va bene venire incontro a queste persone ,e ridurre magari le pene per i reati minori ,fino all’amnistia.Ma allo stesso tempo la giustizia non deve trasformarsi integralmente in un buonismo generalizzato,le pene gravi per reati gravi (dalla pedofilia con uccissione di bambini ,fino a stupri e omicidi),va tenuta salda in modo rigoroso.Questo ultimo passaggio dell’articolo può sembrare fuori luogo se si parla di cannabis o marijuana poichè non c’è una correlazione tra omicidi in alta percentuale e il consumo di queste sostanze.Ma l’ho inserito per tenere conto che non si può pensare a questi problemi legali con un infatuazione infantilistica e irreale.Già nello scorso secolo Aldous Huxley si interrogava su una possibile società del futuro dove tutti venissero drogati dallo stato ,queste persone migliorerebbero mentalmente e responsabilmente o no secondo voi?
EDOARDO BUSO