
L’uomo aveva appena mangiato all’osteria della rue des pyramids,il ventre gli si era ingrossato.Chiese ancora un piccolo bicchiere di vino rosso per digerire,e poi mise sul tavolo i soldi del conto piu’ una piccola mancia.
Si guardava e toccava la pancia,ne era fiero.Rappresentava il benessere,la ricchezza,infatti lui era un uomo di una modesta classe media impiegatizia.
Mentre fuori dal ristorante sull’argine c’erano persone ,belle donne che correvano ,senza aver mangiato,lui faceva pochissima attività fisica.
Prese la sua motocicletta e ando a casa.Una modesta abitazione con due stanze da letto ,una cucina ,un bagno ,e un salottino.Poi aveva una casa a Marsiglia ,sulla costa, vicino al mare;era la sua casa per le vacanze.
Si accese una sigaretta ,accese la televisione e inizio’ a guardare una partita di calcio.Continuava a massaggiarsi la pancia,fino a quando si addormento con la televisione accesa.Sogno’ un campo di more è un uomo che le raccoglieva e poi ne mangiava alcune,nei dintorni c’era un altro uomo che lavorava con un tosaerba in una casetta con un giardinetto ,dentro il boschetto.L’acqua della laguna era splendente e delle coppie di romantici innamorati stavano sulle panchine con piccole radio a transistor accese,appena un pò al di fuori della strada che si immetteva nel boschetto.
Poi fuori dalla strada del ponticello sulla laguna,c’era una strada statale ,libera,poche persone nel periodo delle vacanze la attraversavano ,essa si collegava con la stazione dei treni e l’interporto dove si scaricavano le merci in casse che arrivavano da tutto il mondo.
L’uomo si focalizzo su una mora,il suo appettito crebbe,e il sogno si sposto’ su una altra ambientazione.Un ricevimento di nobili ,in un grande castello,un grande lampadario splendente con diamanti incastonati in esso,e sotto di esso un tavolo imbandito con tartine di salmone e caviale ,e champagna.Era la casa del Conte Lafitte un alto grado della franco-massoneria.Gli uomini vestivano in nero con giacca a cravatta,le donne avevano lunghe gonne e gioeielli al collo.
L’uomo cerco’ di dirigere il sogno verso le tartine ,e di mangiarne alcune,si sentiva dopo un pò la pancia gonfia,direziono’ il sogno ed usci dal castello,poco lontano da esso c’era una manicomio ,e una vecchia signora che preparava un ministrone per i pazzi.Erano chiamati i pazzi del Conte Lafitte perchè proprio lui che era anche filantropo li manteneva.Avevano ampi spazi per giocare a palla ,avevano una piscina,e facevano tante attività e una ampia sala di lettura.Entro ‘ nella sala di lettura,e fu colpito da un libro.Il libro si intitolava :il libro dei funghi medusiani.Un trattato tra lo scientifico e il mistico sui funghi e le meduse.Il libro era diviso in due parti .la prima sui funghi la seconda sulle meduse.Lesse qualcosa sui funghi e poi passo alla parte delle meduse.Le amebe e il loro stile di vita,cosi refrattario allo sforzo aerobico.Gli pareva che parlasse della sua pancia.Nel frattempo dei ragazzi in un parco si bucavano con l’eroina,e fumavano marijuana.Vide uno dei ragazzi bucarsi ,e prendere una dose superiore a quella che gli serviva,il suo braccio si gonfio’ ed usci da esso un fungo,il fungo poi divenne cosi grande ,ma cosi grande ed esteso che riusci ad arrivare in cime al tetto delle case e del castello e creare una grande cappa che copriva tutto.Poi si apri una porticina dal fungo ,ed uscirono strani esseri viscidi ,di essi non si distingueva il deretano e la faccia,erano degli strani esseri vicini alle meduse.Anche nella pancia dell’uomo crebbe un fungo ed iniziarono ad uscire delle meduse.Per fortuna che l’incubo fini ,non appena arrivo ‘ la moglie dell’uomo,essa si mise a tirare l’aspirapolvere e a rifare il letto.Prese delle lenzuola banchissime e profumatissime,l’uomo e sua moglie mangiarono un dessert alle more e poi andarono a letto per il riposo pomeridiano.La stanza non aveva quadri alle pareti ,era bianchissima e sembrava di essere in una casa su una scogliera in Grecia,con fuori il tempo d’Agosto ,Talete di Mileto parlava a dei ragazzini del principio di tutto che era l’umidità.I ragazzini annuivano e prendendo appunti,ma poi dall’umidità venne il peccato ,e l’atmosfera cosi aperta e libera venne interrotta dal super io freudiano che impose il senso di colpa.Anche nella mente dell’uomo sembrava essere scesa una cappa ,un fungo ,un senso di colpa.si sentiva in colpa per aver mangiato troppo,e dopo di che per aver meditato pensieri sensuali.Si rimise a dormire.Nell’estate di quell’anno ,l’uomo ando a Marsiglia ,mise piede nell’acqua del mare e venne punto da una medusa.
EDOARDO BUSO