Possiamo dire che la globalizzazione ha vinto,è riuscita nel suo intento di cancellare almeno non gli stati nazionali ma le etnie culturali.Basta tornare indietro a fine anni 40,quando il Presidente Roosvelt parlava di un nuovo ordine mondiale dove tutti gli stati fossero governati dalle nazioni unite e da una banca mondiale e si capisce che è quello l’obiettivo dei globalisti.Roosvelt fu il primo globalista anti-isolazionista e anti-sovranista.E fece quello che fecero gli Usa di Obama contro la Russia di Putin oggi.Roosvelt infatti voleva che le piccole nazioni dell’est europa creassero frizioni contro l’Unione Sovietica di Stalin.
Ma stiamo bene attenti.Non esiste un unico tipo di globalizzazione.Roosvelt voleva una socialdemocrazia globale,mentre fino a ieri nel mondo ha vinto un liberismo globale.
E poi la globalizzazione non si è mai realizzata del tutto.Siamo adesso in una fase di postglobalizzazione,dove sorgono movimenti populisti e sovranisti,ma anche il sovranismo attuale è differente da quello del passato.
Vorrei poter tornare indietro con la macchina del tempo agli anni novanta e ai primi anni del duemila.Quando il tema del sovranismo univa movimenti sociali indipendenti di destra e di sinistra.Erano gli anni della critica del WTO contro Bill Clinton negli Usa,di Jose Bove il primo etno-ecologista francese,prima ancora di Al Gore l’ecologista globalizzato e del cambio climatico.Eravamo negli anni degli autonomisti nazionali e del popolo di Seattle.Adesso di questi grandi movimenti rimangono le ceneri.Certamente i movimenti di protesta e indignazione contro la società omologata globale nascevano già negli anni sessanta,sopprattutto i blocchi dell’autonomia.Si propagandava già allora l’alternativa al modello di sviluppo delle “multinazionali imperialistiche”,si pensava che si potesse risolvere il problema del lavoro facendo fare a rotazione i lavori piu’ umili e pesanti a tutte le persone.Anche ottimi scienziati sociali affermarono queste tesi.
Ma se torno con la macchina del tempo un pò piu’ avanti,negli anni della mia infanzia,vedo che i sovranisti di allora erano differenti da quelli di oggi.Oggi è come se i sovranisti e i movimenti di protesta siano stati assorbiti dalla globalizzazione.E ‘ un riflesso pavloniano,in sintesi i movimenti anti globalisti sono un pò globalisti ,come il nazional globalismo Trumpiano, e sono un pò statalisti e neo keynesiani come la sinistra globalista (basti pensare che il governo attuale è il piu’ statalista della storia italiana,niente privatizzazione di Alitalia e via dicendo).
Mentre con la mia macchina del tempo atterro negli anni novanta,vedo una lega nord che governa con il Pds di Dalema,e vedo una lega nord che vuole a tutti i costi difendere le differenze etniche dell’Italia dal crogiolo del mercato che avanza.Eravamo agli inizi della globalizzazione,e ci fu la prima guerra globalizzata quella degli Usa contro la Jugoslavia retta dopo Tito dal serbo Slobodan Milosevic.E nacque poco dopo il primo stato “etnico” globalizzato il Kosovo.
Poi piu’ tardi prima della caduta delle torri gemelle c’erano i movimetni di piazza a Genova che protestavano contro il G8.Il leit motiv era di essere padroni a casa nostra,sia che si era di sinistra sia che si era di destra.E allo stesso tempo la sinistra metteva in risalto la difesa delle culture del sud del mondo aggredite dalla globalizzazione neo liberista.Potrei citare tra personaggi di destra che facevano da contorno a questi movimenti sociali pure il giornalista Massimo Fini tanto per farci un idea.Certamente non sempre l’etnicismo è una cosa positiva.In africa dopo la decolonizzazione le etnie tornarono alla ribalta e fecero stragi umane.Ma oggi vediamo un Africa dove il tema preponderante non è piu’ la difesa degli usi e costumi e delle etnie,e della propria indipendenza.Le nazioni africane sono state destrutturate quanto le società occidentali dalla globalizzazione.E’ un africa in preda di integralismi come quello wahabita islamico,di multinazionali straniere non solo del primo mondo ma anche del mondo emergente come la Cina.E sopprattutto è un africa dove miriadi di persone vivono sradicate e iniziano a migrare verso l’Occidente come accade lo stesso per i sudamericani che migrano verso gli Usa.
Torno nella mia macchina del tempo e vado avanti un pò negli anni ,cioè nel 2002 dopo il crollo delle torri gemelle e la guerra mondiale al terrorismo,e vedo che il tema dell’identità culturale si è spostato come diceva Samuel Huttington sull’opposizione tra Occidente globalista e limitatamente “cristiano”,e il mondo islamico che si espande.
Oggi invece viviamo in caos culturale,dove anche i migranti che sono venuti a vivere nei nostri paesi fanno fatica a ritrovare la loro quadra identitaria e si sentono come degli sradicati.Molti stati africani per colpa delle virulente immigrazioni assomiglieranno sempre piu’ a dei deserti:e bisogna mettere in allarme anche i cittadini occidentali perchè se l’immigrazione continuerà con il trend di questi ultimi anni sia in Europa che negli Usa,avremo nuovi problemi ,come la costruzione di nuove case e il sovraaffollamento urbano.Manca come ho detto in altri articoli una classe politica capace di creare una governance mondiale come poteva essere quella dei primi anni 2000 tra Berlusconi ,Bush e Blair.
Certamente va tenuto conto che il problema dell’immigrazione non va visto come una emergenza in questo istante.Ma un emergenza se continuerà con questo trend numerico.Infatti l’Italia ebbe emergenze ben peggiori come quando sempre imboccando una strada laterale con la nostra maccina del tempo,vediamo gli sbarchi di milioni di albanesi negli anni ottanta e novanta sulle nostre coste.
Ma su una cosa sono certo la globalizzazione ha vinto,è riuscita a portarci in un periodo storico che è successivo a quello multiculturalista,perchè non si parla piu’ di pluralita di culture ma bensi di un crogiolo indifferenziato e caotico dove è difficile difendere una certa idea di cultura ed etnia.Parlo di etnia intesa nel senso sociologico di cultura.La Chiesa Cattolica si impegna molto nell’afratellare i popoli della terra,e possiamo dire che i mezzi di comunicazione,i maggiori spostamenti di esseri umani,internet e i viaggi hanno creato insieme al movimenti cristiano globale,un avvicinamento sempre piu’ forte a realtà e culture differenti.Ma sembra che allo stesso tempo abbia vinto l’indiffereziazione,rispetto alla difesa culturale che proponevano i movimenti come quello di Seattle decenni fa.
EDOARDO BUSO