A volte i giornalisti e i mass media ci dipingono il protezionismo messo in atto da Trump e adesso da Boris Johnson come deleterio.Ma ci sono molte nazioni europee sopprattutto dell’est quelle dell’asse di Visegrad che hanno messo in atto politiche protezionistiche moderate,che danno priorità a certi prodotti strategici della loro nazione.Non sarebbe di certo del tutto deleterio mettere in atto politiche protezionistiche in Italia,perchè se è vero ,come avvisano esperti universitari inglesi l’Inghilterra con la Brexit uscendo dall’Europa si attirerà dazi europei sui suoi prodotti, e dovrà quindi rinunciare a prodotti agricoli europei per comprare prodotti americani(nascerà dunque un asse geopolitico tra Inghilterra Australia e Stati Uniti),mentre l’Italia è in condizioni ben diverse.
L’Italia ha scarse risorse ambientali come gas e petrolio ,a parte il gas della valle padana,ma ha all’interno di se stessa una capacità produttiva agricola e alimentare ineguagliabile in tutto il pianeta.Infatti è deleterio per l’italia semmai acquistare la passata di pomodoro proveniente dalla Cina e metterla in vendita.Certo a volte gli Italiani stessi non sono riusciti a valorizzare i propri prodotti.Da un lato ci sono tentativi da parte di certe nazioni europee di danneggiare l’italia si pensi a come in Inghilterra e in Francia si sia arrivati a dire che il vino italiano fa male alla salute (per esempio rovini i denti),per creare un dumping verso l’Italia.Ma allo stesso tempo l’Italia spesso produce dei beni a prezzi eccessivi rispetto ai nostri colleghi tedeschi.Pensiamo per esempio al latte tedesco parzialmente scremato che costa meno del latte italiano.Insomma a volte le aziende sprecano risorse,come è stato fatto con il latte parmalat a inizio anni novanta,quando i “geniali” dirigenti parmalat pensavano che i nuovi mercati del latte fossero il Brasile dove invece il latte non viene molto consumato e digerito.Su mercato e protezionismo si dovrebbe andare con i piedi di piombo ,analizzando passo per passo quello che danneggia e quello che invece aiuta le singole nazioni o i continenti interi.
Infatti non è da scordarsi che certi dazi alla Cina che Trump ha messo erano già stati stabiliti dall’amministrazione Obama e che anche Hillary Clinton voleva fare una politica protezionistica e di difesa dei lavoratori delle rust belt ovvero la cintura della ruggine.Quello che è stato fatto oggi dice Maurizio Blondet in un suo articolo (evidentemente ha ragione anche se non mi piace per i suoi toni spesso anti-israeliani)si poteva fare già trenta anni fa durante l’amministrazione Clinton.Invece è stato per ideologia che si sono aperti tutti i mercati pensando che il Dio mercato avrebbe premiato tutti.Certo la globalizzazione ha per un primo periodo dato da mangiare a popoli in via di sviluppo.Ma ha anche creato molte diseguaglianze.
Non possiamo dire con convinzione che tutto quello che fa Trump come aveva inizialmente promesso sia completamente rivolto agli americani poveri delle rust belt e a quelli che hanno perso tutto per colpa del dumping cinese e della crisi dei mutui subprime.Trump è riuscito a ridurre la disoccupazione grazie anche a tagli delle tasse che devono allarmare perchè sostanzialmente si tende a forti privatizzazioni in molti settori,anche quello importantissimo sanitario.Infatti Boris Johnson vorrebbe inseguire la politica Trumpiana,con indebitamento e taglio delle tasse facendo della Gran Bretagna un paese piu’ volto ai servizi privati che non alla manifattura e all’agricoltura che ha in Uk un peso relativo.Il fatto che si stia andando in tutto il mondo (sia in quello che pratica il protezionismo o vorrebbe presto praticarlo sia in quello che non lo pratica come l’Ue ),verso un idebitamento sempre piu’ alto è quello il dato allarmante.Un tempo nell’ottocento il protezionismo veniva praticato e non era una bestemmia farlo ,ma allo stesso tempo le politiche protezionistiche anche dei presidenti americani dell’epoca rivolgevano la loro attenzione al risparmio pubblico e privato.Oggi in Europa con il quantitative easing di Draghi negli Usa e in Asia si stanno creando micidiali bolle di indebitamento e speculative che frenano l’economia reale e la produzione.Infatti non a torto proprio la Germania e i suoi falchi (alla Schauble)sono contrari alle politiche keynesiane di Draghi che presto metterà in atto pure la Lagarde alla BCE.
Come dicevo il protezionismo andrebbe valutato insieme come continente europeo ,creando dei rapporti bilaterali e lasciando margini di manovra alle singole nazioni.Sopprattutto dovrebbe essere un protezionismo finalizzato a ridurre il dumping salariale tra continenti e non lesivo dei diritti allo sviluppo dei paesi piu’ poveri del terzo mondo che hanno diritto a vendere le loro merci nel primo mondo.Fatto sta che anche su questi temi tante galline starnazzano ma si vede poca luce all’orrizzonte,forse bisognerebbe ripensare i G8 che stanno diventando sempre piu’ riunioni emergenziali senza piani ponderati per archi temporali piu’ lunghi.Comunque sia Trump è riuscito a rompere con la religione del liberismo ideologico ritornando ad un ottica di buon senso,è anche il titolo di un libro del Reverendo pentecostale Pat Robertson The Turning Tide the fall of liberalism and the rise of common sense.

EDOARDO BUSO